Minestra di tenerume

minestra_tenerume (4)

Oggi sono in versione allievo e questa non è farina del mio sacco, ma una ricetta che mi ha insegnato un amico di origini sicule, spero di non fare brutta figura, anche se posso assicurare che il sapore era ottimo!

Dunque il tenerume, del quale fino a poco tempo fa ignoravo l’esistenza, altro non è che l’insieme delle parti tenere della pianta della zucchina lunga (in siculo: cucuzza longa), quella verde chiaro che a volte assume forme lunghe e contorte tipo serpente.
Bene, con le foglie e i germogli più teneri in Sicilia si cucina questa minestra di umili origini ma dal sapore strepitoso. Probabilmente ci ha pensato la fantasia di chi doveva fare di necessità virtù a rendere squisita l’erba che avanzava dal raccolto delle zucchine e, come spesso accade, quando occorre aguzzare l’ingegno il risultato arriva.
Non è facile trovare il tenerume nei mercati del nord, ma con un po’ di fortuna ci si può imbattere nella bancarella giusta e allora non lasciatevi scappare il tenerume, anche se le rustiche foglie da crude non vi sembreranno un granchè, fidatevi, ne varrà la pena :-)

Ingredienti:
300 g di tenerume pulito
300 g di pomodori rossi maturi (pizzottelli, pachino)
200 g spaghetti (qui ho usato quelli integrali)
olio
sale
pepe
aglio

Procedimento:
Per prima cosa pulite i tenerumi staccando solo le foglie e i germogli teneri, lavateli molto bene in acqua corrente e fatele a pezzettoni. Mettete sul fuoco una pentola d’acqua e, nel frattempo, lavate e tagliate a tocchetti i pomodori, quindi saltateli in una padella con olio e aglio per qualche minuto, devono rosolare e insaporirsi senza bruciare.
Quando l’acqua bolle calate le foglie dei tenerumi e quando riprende bollore unite gli spaghetti che avrete prima spezzettato grossolanamente. A metà cottura degli spaghetti, togliete un po’ d’acqua (tenetela da parte) perchè la minestra non dovrà essere troppo liquida, quindi salate, unite i pomodori e completate la cottura della pasta.
Servite la minestra con una bella grattugiata di pepe nero e, se volete, aggiungete anche una spolverata di parmigiano.

NB – L’acqua tenuta da parte vi servirà per regolare la brodosità della minestra in caso abbiate esagerato nel toglierla, quindi aspettate a buttarla!

zucchina-lunga

Torta di mele renette (vegana)

tortamele_vegana

Finalmente ci siamo!
Inizia il periodo del forno acceso, del piacere di cucinare, del brutto tempo e delle tazze di tè fumanti accompagnate da una bella fetta di torta. Qualcuno potrà storcere il naso ma cosa volete che vi dica, a me la stagione fredda piace più di quella calda, eccezion fatta per il mare estivo cristallino, si intende.
Quindi ho ufficialmente aperto le danze con un classico, la torta di mele, un po’ come inaugurare La Scala con La Traviata insomma. Ma dato che di opere in versione tradizionale non se ne vedono più da un pezzo, anche la torta di mele è stata preparata con una regia alternativa, in questo caso vegana.
I benefici di consumare questo frutto sono noti da Adamo ed Eva, una cosa però non la sapevo, ovvero che la Renetta si raccoglie a settembre e si mantiene fino a primavera cambiando aspetto e ovviamente qualità organolettiche, dal colore giallo verdognolo a quello ruggine puntinato, dalla polpa leggermente aspra alla consistenza più compatta e sapore zuccherino.
Una curiosità sul nome Renetta, che arriva dal francese Reine, cioè regina, e ho detto tutto.

Ingredienti:
350 g farina 00
300 ml latte di riso
2 grosse mele renette
150 g zucchero grezzo
80 g nocciole tritate (o mandorle)
80 ml olio di mais bio (o burro di soia)
1 bustina lievito per dolci
cannella in polvere

Procedimento:
Mescolate tutti gli ingredienti secchi, aggiungete quelli liquidi, in ultimo il lievito e le mele sbucciate e tagliate a tocchetti, amalgamate bene il composto e versatelo in una tortiera. Infornate a 180° per 40 minuti, controllando con lo stecchino che la torta sia asciutta prima di toglierla. Eventualmente potete proseguire la cottura per altri 5 minuti e lasciare raffreddare la torta in forno spento con lo sportello un po’ aperto in modo che si asciughi bene all’interno. Spolverate di zucchero al velo e servite :-)

Gnocchi di zucca con fonduta di taleggio

gnocchi_zucca graphic

Un classico di stagione, la zucca, sotto forma di appetitosi gnocchi dal caldo colore autunnale.
Fare gli gnocchi è facile e divertente, è un’attività che può coinvolgere anche i bambini, di solito felicissimi di poter mettere le mani in pasta anche solo per fare la classiche rigature. Per questa preparazione è meglio usare la zucca mantovana, polpa giallo zafferano, compatta e poco acquosa, mentre la napoletana è perfetta per le zuppe. Di zucche ne esistono infatti di tante varietà, c’è la lunga piena di Napoli che sembra un grosso salame dalla buccia grigia screziata, oppure la violina che nella forma e nel colore marroncino ricorsa lo strumento musicale, o ancora la marina di Chioggia verde scuro e buccia molto rugosa e polpa zuccherina e, naturalmente, la zucca più famosa, la varietà a buccia arancio vivo da intagliare per la notte delle streghe! Ne esistono diversi tipi, la più facile da trovare è forse la Jack O’Lantern, il nome dice tutto.

Tornando invece ai nostri gnocchi, va detto che la zucca è ricchissima di acqua e praticamente priva di calorie, quindi un ottimo alleato per il controllo del peso perchè sazia, idrata e appaga. Si può preparare in anticipo cuocendo la zucca in forno e preparando i gnocchi il giorno seguente, oppure congelare i gnocchi e averli pronti al bisogno, avendo cura di NON farli scongelare prima di buttarli in pentola.
Se vi piace questi ortaggio o volete assaggiarlo, ecco dunque un modo appetitoso e facile per farlo, cosa aspettate? :-)

Ingredienti:
1 kg di zucca  (circa 450 g pulita)
200 g patate lessate
150 g farina 0
sale
noce moscata

Per la fonduta di taleggio:
300 g di taleggio
1 bicchiere di latte

Procedimento:
Per prima cosa mettere la zucca tagliata a metà nel forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire, pulirla da buccia e semi e tagliarla a tocchetti. Passare la polpa di zucca ottenuta con un passaverdure, aggiungere le patate sbucciate.
Aggiungere al composto circa 100 grammi di farina, sale, noce moscata grattugiata e cominciate a impastare con le mani o con una impastatrice. A seconda della consistenza dell’impasto potete aggiungere altra farina fino a 150 grammi, non di più perchè altrimenti i gnocchi diventerebbero duri.
Una volta ottenuto un impasto abbastanza compatto, staccatene una piccola porzione alla volta, lavorandola con le mani per ottenere un salsicciotto del diametro di un paio di centimetri, dal quale taglierete bocconcini della dimensione di un polpastrello. Prendete tra le mani i singoli tocchetti, appallottolateli strofinandoli delicatamente tra le mani, passateli con una leggera pressione sullo rigagnocchi e lasciateli cadere su un vassoio ricoperto con una canovaccio pulito.
Quando avrete formato tutti i gnocchi, gettateli in acqua salata bollente e scolateli quando verranno a galla.
Per il condimento, tagliate a tocchetti il taleggio e mettetelo in un tegame con il fondo pesante insieme a qualche cucchiaio di latte, fate sciogliere la fonduta aiutandovi con una frusta e quando sarà diventata una crema omogenea, versatela sugli gnocchi appena scolati.
A piacere potrete aggiungere una spolverata di parmigiano ;-)

rigagnocchi

Orzo estivo con pesto di fagiolini

orzo_pesto_ fagiolini (10)L’orzo, che meraviglia!
Non solo è la materia prima da cui si ricava la birra, e scusate se è poco, ma è anche un cereale ricco di proprietà benefiche. Ottimo per chi soffre di problemi legati allo stomaco,  grazie al tocotrienolo è perfetto per chi ha il colesterolo alto e, addirittura, pare che alcuni degli estrogeni vegetali che contiene siano efficaci per combattere il tumore al seno.
Oltre alla birra ci si ricava anche caffè, farina, pane, decotti e zuppe, i fiocchi per la colazione, la polenta e persino le caramelle. Cereale versatile e buonissimo è da secoli ingiustamente eterno secondo dietro al frumento, anche se in netto recupero.
Oggi perciò lo propongo in una versione di grande effetto e tuttavia per niente difficile, si prepara in pochissimo tempo e oltre a farvi fare un figurone da chef, soddisferà i gusti di tutti.
Ecco come si fa.

Ingredienti:
250 g orzo mondo (del tipo senza bisogno di ammollo)
200 g fagiolini
250 g pomodorini
1 cetriolo
1 cipolla rossa piccola
30 g pinoli
30 g semi di zucca
6 foglie di basilico
olio extravergine oliva
sale

Procedimento:
Per prima sciacquate l’orzo in un colino sotto l’acqua corrente 2 o 3 volte, poi lessatelo in acqua bollente poco salata per circa 30-40 minuti, oppure in pentola a pressione per 10-15, scolatelo e fatelo raffreddare. Mentre l’orzo cuoce spuntate i fagiolini e lessateli in acqua salata per una decina di minuti, devono essere teneri, non sfatti.
Mentre raffreddano tostate i semi di zucca in una padellina antiaderente appena unta d’olio finchè scoppiettano come pop corn, ci vorranno due o tre minuti al massimo.
Per fare il pesto, prendete i fagiolini e frullateli con i pinoli, il basilico, un pizzico di sale e olio fino a ottenere una crema.
Lavate i pomodorini, sbucciate il cetriolo e riduceteli a dadini, affettate sottile la cipolla rossa e unite tutto all’orzo ormai tiepido, aggiungete i semi di zucca tostati, un cucchiaio abbondante di pesto di fagiolini, condite con olio e regolate di sale.
A questo punto con l’aiuto di un coppapasta disponete l’orzo su un piatto, aggiungete un paio di cucchiaini di pesto per colorare e decorate con fagiolini, basilico e pomodorini a piacere. Servite a temperatura ambiente o freddo.

 

Coppa alla fragole

coppa_fragole (12)tris

Capitano quelle giornate un po’ così, dove niente sembra andare come previsto (o come vorremmo) nella quali è inevitabile volersi consolare, magari viziandoci con qualcosa di sfizioso, purché semplice e veloce da preparare.
Niente di meglio della morbida voluttuosità della panna, così calorica e appagante, l’unica in grado di raddrizzare una giornata no.

Allora frulliamo una manciata di fragole con un cucchiaio di zucchero e mettiamo un terzo della purea ottenuta sul fondo di una coppa di vetro. Poi montiamo la panna e incorporiamo la restante purea di fragole a mano, delicatamente. Componiamo la nostra piccola leccornia e decoriamo con una fragola e una fogliolina di menta profumata, perchè il cibo che appaga gli occhi dona armonia anche all’anima.
Sprofondiamoci sul divano con il micio e tanti saluti al mondo là fuori.
Ci vediamo domani.

Spaghetti al pesto di rucola e noci di macadamia con fave

 

pesto_e_fave (graphic)

La primavera in cucina è una vera miniera di sapori e profumi: tenere insalatine, rucola, fragole, asparagi, aglio fresco e naturalmente le fave!

Ricche di ferro, potassio, magnesio, rame, selenio e vitamine, soprattutto acido ascorbico, le fave sono le meno proteiche della famiglia dei legumi, ma quelle qualitativamente migliori. Le tenere primizie si consumano crude, classicamente con il pecorino e un bel bicchiere di vino rosso, immagine che rimanda a tavolate all’aperto sotto il tiepido sole primaverile quando si osa, se non ancora il bikini, almeno la canottiera.
Tuttavia io preferisco i bacelli un po’ più cresciuti, vellutati al tatto, contenenti semi grandi come olive schiacciate, da scottare velocemente in acqua bollente, per poi privare del tegumento e saltare con il delicato profumo dell’aglio fresco. Ottime come contorno, perfette per questa ricetta dove ho legato gli spaghetti con un pesto insolito a base di rucola e noci di macadamia, decisamente più delicato rispetto alla versione classica, ma altrettanto gustoso.

Non occorre tanto tempo per realizzare questa ricetta, soprattutto se si prepara il pesto qualche giorno prima, ecco come procedere:

Ingredienti:
(per il pesto di rucola e noci di macadamia)
200 g di rucola
100 g di noci di macadamia
2 spicchi di aglio secco
olio extravergine di oliva
sale

(per la pasta)
320 g di spaghetti ruvidi (per 4 persone)
kg 1,5 di fave (peso con i baccelli)
2 grossi spicchi di aglio rosso fresco
olio extravergine di oliva
sale

Procedimento:
(per il pesto)
Tritare le noci di macadamia e l’aglio mettendoli nel mixer, quindi inserire la rucola lavata e asciugata, facendo attenzione a non scaldare il pesto. Ridurre in crema aiutandosi con l’olio e aggiustare di sale. Il pesto si conserva per alcuni giorni in frigorifero, coperto con un velo di olio, all’interno di un barattolo chiuso.

(per la pasta)
Aprire i baccelli e sgranare le fave, quindi scottarle in acqua bollente salata per 5 minuti. Scolare ed eliminare il tegumento, cioè la pellicina che sarà leggermente raggrinzita e quindi semplice da rompere con le mani. Una volta aperto il tegumento con una leggera pressione sarà facile far sgusciare fuori il seme composto da due metà. Mettere a bollire una pentola alta, salare e cuocere gli spaghetti. Nel frattempo In un tegame mettere l’aglio fresco e l’olio e fare saltare velocemente le fave per 3 o 4 minuti, eliminare l’aglio e unire gli spaghetti scolati. Aggiungere un paio di cucchiai di pesto, spadellare velocemente e impiattare raccogliendo le fave sul fondo della padella.

Questo piatto è buonissimo così, ma se preferite potete aggiungere una spolverata di pepe e un po’ di pecorino grattugiato.

Risotto curcuma e spinaci novelli

 

risotto_spinaci_curcuma graphic (2)

La primavera e le sue verdurine tenere tenere, come ad esempio gli spinaci quando sono ancora piccole foglie e si possono mangiare crudi in insalata. Oppure cuocere brevemente, come in questo risottino natura & sapore che mi è venuto in mente stasera perchè, essendo milanese, amo il riso in tutte le sue forme, soprattutto il risotto.
Lo trovo un piatto fantastico, declinabile in mille modi perchè viene buono con qualsiasi ingrediente  e allora spazio alla fantasia, magari aggiungendo una delle mie spezie favorite, la curcuma che, oltre a dare colore e sapore, fa anche un gran bene!

Ingredienti per 4 persone:
350 g riso Carnaroli
1,5 l. brodo vegetale
200 g spinacini novelli
1 scalogno
vino bianco
olio (o burro di soia)
30 g formaggio grattugiato (o nocciole tritate)
sale

Procedimento:
Per prima cosa tritate lo scalogno e mettetelo a soffriggere brevemente con l’olio, quindi unite il riso, tostatelo per un minuto e sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco. Aggiungete poco alla volta il brodo e continuate la cottura del riso per 18 minuti totali, unite gli spinaci novelli e un cucchiaino di curcuma solo a 5 minuti dalla fine. Spegnete, aggiungete il formaggio e lasciate mantecare 2 minuti esatti, quindi servite decorando con un pizzico di curcuma.